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mercoledì 27 febbraio 2013

Rimanere è troppo


Non capisco se dovrei sentirmi fortunato o semplicemente dannato. Quando cammino dentro me stesso sento sempre il suo odore, la sua presenza e scappo subito fuori, tra anestetici, illusioni e frustrazioni della vita quotidiana, anche lì sento il suo respiro, delicato e silenzioso, come se volesse farmi capire che in realtà lei c'è sempre, ma non vuole darmi troppo fastidio. Lei ogni tanto si perde e quando accade inizia a chiamarmi. Lo so, non dovrei rispondere al suo richiamo ma non ne sono ancora capace, non ho sapone con cui tappare le orecchie, non ho niente, sono perso anch'io, maledettamente. Certe persone sanno di aspettare invano ma non riescono a smettere di farlo. La speranza è una droga potentissima e subdola. Soffia su di me il vento degli attimi passati, lei sussurra, mi vuole fuori da me stesso, ma perché? Annegare nei vuoti dell'anima, provare a resistere per poi cadere, che senso ha? Continuare a sbagliare, gira che ti rigira sei sempre lì. Andare e poi tornare, rimanere è troppo. Sento che lei forse è tutto quello che vorrei, ma non posso averla. Dita fredde sulla pelle dell'anima, brividi che sanno di sangue e lame. Questa non è mancanza, non è malinconia, deve essere qualcos'altro, qualcosa che va oltre.  A volte, i ricordi ti compaiono davanti senza un perché, tu fingi d'ignorarli e loro per dispetto ti fanno uno sgambetto, facendoti cadere. Il mio non è un cuore malato e neanche pazzo, è semplicemente narcotizzato, da te. Se ti manco almeno avvisami.

martedì 13 novembre 2012

La tua pelle è come...


"La tua pelle è come una droga per me, come vedi ne sono ancora dipendente ed affogo atrocemente in una continua crisi d'astinenza."

venerdì 12 ottobre 2012

Bastava poco


La musica a volte ti accarezza il cuore, altre volte invece te lo sfonda. Ascolto con attenzione le note musicali che gettano avanti ai miei occhi la tua figura. Bevo il nettare delle tenebre mentre assaporo il dolce gusto della vendetta. Ti guardo contorcerti dal dolore che hai dentro. Questa volta non è facile neanche per me, non comprendo cosa mi stia prendendo, ti guardo e basta. Sei rimasta sola, con il cuore sfondato dalla mia indifferenza. In vero, non era questo che avrei voluto, ma non mi hai dato altre scelte, non volevo percorrere questa strada, sei stata tu a prendermi per mano e farmela percorrere, passo dopo passo, ed ecco la fine. Eppure lo sapevi, ne sono sicuro, bastava poco ad evitare tutto ciò. Come hai potuto non essere sicura di quanto potesse fare male la tua assenza? Come potevi non conoscere la mancanza che sentivo verso la tua pelle? Ora ti osservo, sepolta da polvere e ricordi, sei viva nonostante tutto, ma sei debole, ferita e sconfitta da te stessa. Non vedo nulla che abbia senso attorno, non riesco a capire. Strane le nostre vite, distanti e vicine allo stesso tempo. Non ti sarà facile questa volta, rialzarti per tornare a tormentarmi, è probabile che ci riuscirai, ma non ci spero. Inizio a camminare di nuovo, è ora di andare, non dipende da me altrimenti rimarrei, lo sai che sarei talmente stupido da rimanerti accanto anche adesso, ma non posso. Vado avanti, cercando di rimanere vigile per sentire i tuoi passi, ancora una volta, anche se non mi dispiacerebbe, ritrovarmi all'improvviso avvolto dalle tue braccia, mentre procedo solitario sul solito sentiero.

lunedì 15 agosto 2011

Pelle di luna

Corriamo sui granelli del tempo
che passa inesorabile
sotto questo cielo d'estate,
colmiamo i vuoti dell'animo
attraverso il sentiero dell'intimità.
Sdraiati ora su quest'umida sabbia
fa' sì che, la passione ti travolga
cavalcala insieme a me,
e che le mie mani voraci
di carne e parti proibite
si perdano sul tuo corpo.
Bruciamo insieme stanotte
nel fuoco del desiderio,
arrenditi ai brividi che salgono
sulla tua pelle di luna
mentre ti accarezzo dolcemente.
Fammi sentire il ruggito
della tua infinita bramosia,
spogliati d'ogni pensiero
lasciati penetrare anche l'anima.