Non resisto purtroppo, non ne ho le forze e forse, a dire il vero, non lo voglio neanche fare. Il mio cuore è rimasto troppo indietro ed a quanto pare vuole rimanere fermo, vicino a te. Non posso fare altro che lasciarmi ammaliare anche questa volta dai tuoi labirinti. Entro ed è già magia, anche se non so dietro quale vicolo girare, procedo e basta, solo l'istinto a guidare i miei passi. Non sento più dolore, mi sembra di essere trascinato in un vortice, mi inghiotte con voracità ed io non oppongo alcuna resistenza. Girovago, esploro, tele di misteri e di ombre mi circondano e mi intrigano. Chi sei davvero? Perché il tuo pensiero mi dona ancora emozioni e magie desuete? Continuo a perdermi sempre più tra queste pareti dalle sfumature tenebrose, le accarezzo camminando lentamente, non guardandomi mai indietro. I passi si fanno sempre più leggeri, ad un tratto le mura iniziano a prendere colore, mi sembra di scorgere una luce rossa più in fondo, mi avvicno, è un debole fuoco, lasciato lì con la sua fiamma pronta a spegnersi da un momento all'altro. Ho capito, devo uscire di qui ora, l'uscita è davanti a me. Non ti lascio niente questa volta, vorrei farlo ma tu non me lo permetti, forse agisci in tal maniera per proteggermi o forse per proteggerti, lo sai solo tu. Una risposta però la vorrei, dimmi, potrai mai continuare ad ignorare queste parole, sapendo di non poter dubitare di loro? Io non ricordo né verità né bugie ma semplicemente attimi intensi, in cui mi bastava averti accanto per stare bene.lunedì 15 ottobre 2012
Luce rossa
Non resisto purtroppo, non ne ho le forze e forse, a dire il vero, non lo voglio neanche fare. Il mio cuore è rimasto troppo indietro ed a quanto pare vuole rimanere fermo, vicino a te. Non posso fare altro che lasciarmi ammaliare anche questa volta dai tuoi labirinti. Entro ed è già magia, anche se non so dietro quale vicolo girare, procedo e basta, solo l'istinto a guidare i miei passi. Non sento più dolore, mi sembra di essere trascinato in un vortice, mi inghiotte con voracità ed io non oppongo alcuna resistenza. Girovago, esploro, tele di misteri e di ombre mi circondano e mi intrigano. Chi sei davvero? Perché il tuo pensiero mi dona ancora emozioni e magie desuete? Continuo a perdermi sempre più tra queste pareti dalle sfumature tenebrose, le accarezzo camminando lentamente, non guardandomi mai indietro. I passi si fanno sempre più leggeri, ad un tratto le mura iniziano a prendere colore, mi sembra di scorgere una luce rossa più in fondo, mi avvicno, è un debole fuoco, lasciato lì con la sua fiamma pronta a spegnersi da un momento all'altro. Ho capito, devo uscire di qui ora, l'uscita è davanti a me. Non ti lascio niente questa volta, vorrei farlo ma tu non me lo permetti, forse agisci in tal maniera per proteggermi o forse per proteggerti, lo sai solo tu. Una risposta però la vorrei, dimmi, potrai mai continuare ad ignorare queste parole, sapendo di non poter dubitare di loro? Io non ricordo né verità né bugie ma semplicemente attimi intensi, in cui mi bastava averti accanto per stare bene.venerdì 12 ottobre 2012
Bastava poco

La musica a volte ti accarezza il cuore, altre volte invece te lo sfonda. Ascolto con attenzione le note musicali che gettano avanti ai miei occhi la tua figura. Bevo il nettare delle tenebre mentre assaporo il dolce gusto della vendetta. Ti guardo contorcerti dal dolore che hai dentro. Questa volta non è facile neanche per me, non comprendo cosa mi stia prendendo, ti guardo e basta. Sei rimasta sola, con il cuore sfondato dalla mia indifferenza. In vero, non era questo che avrei voluto, ma non mi hai dato altre scelte, non volevo percorrere questa strada, sei stata tu a prendermi per mano e farmela percorrere, passo dopo passo, ed ecco la fine. Eppure lo sapevi, ne sono sicuro, bastava poco ad evitare tutto ciò. Come hai potuto non essere sicura di quanto potesse fare male la tua assenza? Come potevi non conoscere la mancanza che sentivo verso la tua pelle? Ora ti osservo, sepolta da polvere e ricordi, sei viva nonostante tutto, ma sei debole, ferita e sconfitta da te stessa. Non vedo nulla che abbia senso attorno, non riesco a capire. Strane le nostre vite, distanti e vicine allo stesso tempo. Non ti sarà facile questa volta, rialzarti per tornare a tormentarmi, è probabile che ci riuscirai, ma non ci spero. Inizio a camminare di nuovo, è ora di andare, non dipende da me altrimenti rimarrei, lo sai che sarei talmente stupido da rimanerti accanto anche adesso, ma non posso. Vado avanti, cercando di rimanere vigile per sentire i tuoi passi, ancora una volta, anche se non mi dispiacerebbe, ritrovarmi all'improvviso avvolto dalle tue braccia, mentre procedo solitario sul solito sentiero.
mercoledì 3 ottobre 2012
Non è passato
Non riesco più a vedere limpidamente, nemmeno la luce e le tenebre mi sembrano definite, è come se vedessi tutto sfumato. Le sfumature sono belle, il problema è che sanno anche fotterti alla grande. Ho caldo, l'anima sta prendendo fuoco. Sopprimo questo silenzio, è durato troppo anche lui, torno a parlarti ora, il risultato tanto non cambia. Allora che male c'è, dimmi, se ancora sono qui, come una volta, o forse no, qualcosa è cambiato ma non ho ben capito cosa. Quando vorrai smetterla di fuggire fammelo sapere. Io non corro più, non mi va, non ne vale la pena. Ti dirò... La notte dorme persino bene, non sento più nulla, forse è questo che intendevano dire quando mi dicevano: <<Vedrai passerà...>>. Non è passato un cazzo invece, è solo abitudine, niente di più, niente di meno. Nella mia stanza ho messo un altro letto, è quello riservato al tuo fantasma. Il vento tra un po' inizierà a giocare con le foglie, anche allora lo faceva, ricordi? Il destino non poteva scegliere stagione migliore per farci incontrare, due anime come le nostre, in quale altra stagione potevano mai stregarsi se non in autunno? Io provo ad uscire da questo labirinto, credimi, cerco fortemente di trovare una via d'uscita, una svolta dentro di me, ma l'unica cosa che trovo andando in fondo, sei sempre tu. Mi sembra di tornare sempre da dove sono partito. Se ci sei, vieni allo scoperto. Se senti il bisogno di rifugiarti dentro di me, ancora, non esitare, il tempo a quanto pare non è scaduto. Io sono qui, come un tossico in crisi d'astinenza ad elemosinare droga. Le mie carte sono scoperte ma solo tu puoi leggerle con esattezza. La fine è vicina, lo schianto è imminente, questo è il momento in cui o ci si rialza e si continua a lottare, oppure si affonda, per sempre. Fatti avanti dunque, già so in che modo vorrai uccidermi, come so anche, che una volta fatto ciò, ne uscirai pulita, vaneggiando con i soliti discorsi. Ormai ho imparato che il "punto di vista" è un alibi perfetto, quando si tratta d'uccidere un'anima.
mercoledì 19 settembre 2012
Vado a letto...
"Vado a letto, riguardo di nuovo il soffitto, e come capita spesso in questo periodo, non posso fare a meno di disegnare i lineamenti del tuo viso su di esso, cerco di stare attento ai dettagli: i tuoi capelli sottili e lisci come la seta; i tuoi occhi scuri e profondi, coperti da un velo di tristezza; il tuo naso che dicevi sempre di detestare; le tue labbra a cui dolcemente ero solito dare morsi; il tuo sorriso solare e brioso, nessuno potrebbe renderlo più bello di come in realtà è, neanche usando l'immaginazione."
martedì 18 settembre 2012
lunedì 17 settembre 2012
Non dire niente
La strada per l'inferno non si dimentica mai, è una cicatrice scolpita a fuoco sul cuore. È tutto inutile, ormai disperdo bugie ed illusioni tra i ricordi, precipito senza neanche cercare qualcosa a cui aggrapparmi. Il calore per sciogliere quel freddo che senti
dentro, puoi trovarlo solo in un abbraccio da parte di una persona a
cui tieni veramente. Cadono note musicali questa notte, melodia
narrante degli attimi passati insieme a te, va bene hai vinto. Non
respiro più. Aiutami a cadere. I suoi occhi erano capaci di risucchiare tutta la rabbia che avevo dentro. In ogni suo abbraccio mi sembrava di vivere in eterno e contemporaneamente di morire in un istante.
Vado a ruota libera, ogni cosa che sento la faccio senza problemi, ma non so bene se questo possa rivelarsi un bene. Allora ti dico, vieni qui, ho bisogno di te per sporcarmi fin dentro l'anima. Nel mio letto cerco di scappare ogni volta dal tuo fantasma, mi fruga nella mente e nel cuore, come se voglia essere sicuro che sei ancora lì, altrimenti il suo gioco non avrebbe alcun piacere. L'anima è quella parte del nostro organismo, incapace di rigettare i corpi estranei.
La verità è troppo scomoda ora. Sono malato dentro e la cura a questo male non posso ottenerla. Le parole mi hanno dichiarato guerra, le vomito senza alcun riguardo, continuando a sporcare i fogli con l'inchiostro della malinconia. Ti rendi conto? Muoio nel presente e risorgo nel passato. Tutto questo è sbagliato, lo so. Non voglio restare chiuso in questo angolo, vienimi a prendere, tu puoi, non esitare. Queste impalcature non dureranno a lungo... Muoviti a spalancare la finestra! Non dirmi niente, che tu sia viva o morta ora non importa, ti ho ucciso infinite volte, e puntualmente sei tornata in vita, ma questa sera per favore, non dire niente, lasciati fottere forte, lasciami respirare, lasciati assaparorare ancora una volta, lasciami colmare per un po' questi vuoti.martedì 11 settembre 2012
Bisogna fregarsene dei presentimenti...

"Bisogna fregarsene dei presentimenti, delle sensazioni, quello a cui bisogna dare importanza sono gli attimi, assaporarli nella loro totalità, con tutta la voracità che si possiede."
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