giovedì 4 agosto 2011

Inguaribile otaku


Per chi non lo sapesse la parola otaku è un termine giapponese che di solito si usa per indicare una persona che nutre un interesse ossessivo verso qualcosa, in genere questo qualcosa sono anime, manga e videogiochi. Tornare bambini ogni tanto fa bene, non c'è dubbio, ricordare i momenti di spensieratezza, guardare determinate cose con altri occhi è un dettaglio che cambia completamente la visuale. Io non posso dire di certo che sono un tipo che si mantiene giovane, anzi di solito la prima impressione che do alle persone che non mi conoscono è quella di essere un trentaseienne, invece la verità è che ho ventisei anni, quindi non so se ho reso l'idea. Devo dire però che c'è una passione, nata fin dalla più tenera età che non ho mai abbandonato completamente cioè quella per gli anime e manga. Gli anime sarebbero i cartoni animati giapponesi, i manga invece sono i fumetti giapponesi e hanno una particolarità: si leggono da destra verso sinistra. Ricordo che quando ero piccolo dopo i compiti passavo le ore sui fumetti o davanti alla tv a vedere leggende dell'animazione giapponese come "Hokuto no Ken" (in Italia il titolo è "Ken il guerriero"), "Devilman", "Saint Seya" (in Italia il titolo è "I cavalieri dello zodiaco"), "Dragon Ball", "Shin seiki Evangerion" (in Italia il titolo è "Neon Genesis Evangelion"), "Kotetsu Jeeg" (in Italia il titolo è "Jeeg robot d'acciaio), "Ashita no Joe" (in Italia il titolo è "Rocky Joe"), insomma potrei continuare all'infinito ma mi fermo qui, era giusto per fare un'idea. Ancora oggi, lo dico senza vergognarmi seguo con piacere qualche nuovo manga, ad esempio una serie che mi sta piacendo moltissimo, che è uscita nel novembre 1999 ed è tutt'ora in corso in Giappone è quella di "Naruto", oppure quando proprio la malinconia si fa sentire vado su youtube a guardarmi episodi di serie che ho citato prima, insomma sono proprio un inguaribile otaku non c'è proprio niente da fare, e mi piace esserlo, quando guardo un vecchio episodio di un cartone animato del passato, trascorro attimi di assoluta tranquillità, è come se in quei momenti tornassi bambino, svuoto la mente da qualsiasi pensiero o preoccupazione. Purtroppo devo dire con dispiacere che le nuove generazioni non sanno apprezzare certi classici del passato, ad esempio a dei figli di amici di famiglia avevo consigliato di guardare in rete qualche episodio de "L'uomo tigre", di "Goldrake", di "Rocky Joe", e di altri anime che comunque io considero dei capolavori in quanto lanciano anche dei messaggi sulla vita reale, su come va il mondo, su come ci si dovrebbe comportare in certi casi, insomma insegnano e trasmettano dei valori, almeno con me così è successo. A loro però, come alle nuove generazioni in generale, interessano solo grafica ed effetti speciali, la trama o comunque quello che trasmette un cartone animato passa in secondo piano, anzi credo che non venga neanche considerato, il declino in effetti era già iniziato durante la mia adolescenza con l'arrivo dei "Pokemon" e cartoni animati simili che secondo me servono solo ad addormentare le menti invece che a farle riflettere, o forse sono io quello sbagliato, malato mentalmente che a furia di drogarsi di questa roba si è fottuto letteralmente il cervello, questo non posso dirlo con certezza comunque quello che so di sicuro è che se davvero fossì malato preferirei non essere curato, lasciatemi così per favore, in questo mondo di carta animata, dove tutto è possibile e soprattutto dove i buoni vincono sempre sui cattivi.