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lunedì 15 agosto 2011

Pelle di luna

Corriamo sui granelli del tempo
che passa inesorabile
sotto questo cielo d'estate,
colmiamo i vuoti dell'animo
attraverso il sentiero dell'intimità.
Sdraiati ora su quest'umida sabbia
fa' sì che, la passione ti travolga
cavalcala insieme a me,
e che le mie mani voraci
di carne e parti proibite
si perdano sul tuo corpo.
Bruciamo insieme stanotte
nel fuoco del desiderio,
arrenditi ai brividi che salgono
sulla tua pelle di luna
mentre ti accarezzo dolcemente.
Fammi sentire il ruggito
della tua infinita bramosia,
spogliati d'ogni pensiero
lasciati penetrare anche l'anima.

lunedì 8 agosto 2011

Ho aperto un sito su altervista


Il vizio di smanettare non lo perdo proprio mai. Sabato siccome non avevo niente da fare mi è venuta la brillante idea di provare a costruirmi un sito/blog su altervista: http://giusepperomano.altervista.org. Per il momento terrò aperti sia questo blog sia quello appena aperto su altervista, poi più avanti vedrò di scegliere dove rimanere, per ora sto inserendo tutti i post che ho qui dall'altra parte, potrei anche esportare direttamente i contenuti ma preferisco fare così per evitare disordini con i codici. Insomma ora ho due blog, uno non mi bastava e conoscendomi credo che per decidermi ci metterò davvero molto, non sono mai stato un tipo deciso, mannaggia a me mannaggia.

venerdì 5 agosto 2011

Solo con le parole...

"Solo con le parole partorite dal cuore si può toccare l'anima altrui: penetrano in profondità e non esistono difese contro esse."

giovedì 4 agosto 2011

Inguaribile otaku


Per chi non lo sapesse la parola otaku è un termine giapponese che di solito si usa per indicare una persona che nutre un interesse ossessivo verso qualcosa, in genere questo qualcosa sono anime, manga e videogiochi. Tornare bambini ogni tanto fa bene, non c'è dubbio, ricordare i momenti di spensieratezza, guardare determinate cose con altri occhi è un dettaglio che cambia completamente la visuale. Io non posso dire di certo che sono un tipo che si mantiene giovane, anzi di solito la prima impressione che do alle persone che non mi conoscono è quella di essere un trentaseienne, invece la verità è che ho ventisei anni, quindi non so se ho reso l'idea. Devo dire però che c'è una passione, nata fin dalla più tenera età che non ho mai abbandonato completamente cioè quella per gli anime e manga. Gli anime sarebbero i cartoni animati giapponesi, i manga invece sono i fumetti giapponesi e hanno una particolarità: si leggono da destra verso sinistra. Ricordo che quando ero piccolo dopo i compiti passavo le ore sui fumetti o davanti alla tv a vedere leggende dell'animazione giapponese come "Hokuto no Ken" (in Italia il titolo è "Ken il guerriero"), "Devilman", "Saint Seya" (in Italia il titolo è "I cavalieri dello zodiaco"), "Dragon Ball", "Shin seiki Evangerion" (in Italia il titolo è "Neon Genesis Evangelion"), "Kotetsu Jeeg" (in Italia il titolo è "Jeeg robot d'acciaio), "Ashita no Joe" (in Italia il titolo è "Rocky Joe"), insomma potrei continuare all'infinito ma mi fermo qui, era giusto per fare un'idea. Ancora oggi, lo dico senza vergognarmi seguo con piacere qualche nuovo manga, ad esempio una serie che mi sta piacendo moltissimo, che è uscita nel novembre 1999 ed è tutt'ora in corso in Giappone è quella di "Naruto", oppure quando proprio la malinconia si fa sentire vado su youtube a guardarmi episodi di serie che ho citato prima, insomma sono proprio un inguaribile otaku non c'è proprio niente da fare, e mi piace esserlo, quando guardo un vecchio episodio di un cartone animato del passato, trascorro attimi di assoluta tranquillità, è come se in quei momenti tornassi bambino, svuoto la mente da qualsiasi pensiero o preoccupazione. Purtroppo devo dire con dispiacere che le nuove generazioni non sanno apprezzare certi classici del passato, ad esempio a dei figli di amici di famiglia avevo consigliato di guardare in rete qualche episodio de "L'uomo tigre", di "Goldrake", di "Rocky Joe", e di altri anime che comunque io considero dei capolavori in quanto lanciano anche dei messaggi sulla vita reale, su come va il mondo, su come ci si dovrebbe comportare in certi casi, insomma insegnano e trasmettano dei valori, almeno con me così è successo. A loro però, come alle nuove generazioni in generale, interessano solo grafica ed effetti speciali, la trama o comunque quello che trasmette un cartone animato passa in secondo piano, anzi credo che non venga neanche considerato, il declino in effetti era già iniziato durante la mia adolescenza con l'arrivo dei "Pokemon" e cartoni animati simili che secondo me servono solo ad addormentare le menti invece che a farle riflettere, o forse sono io quello sbagliato, malato mentalmente che a furia di drogarsi di questa roba si è fottuto letteralmente il cervello, questo non posso dirlo con certezza comunque quello che so di sicuro è che se davvero fossì malato preferirei non essere curato, lasciatemi così per favore, in questo mondo di carta animata, dove tutto è possibile e soprattutto dove i buoni vincono sempre sui cattivi.

mercoledì 3 agosto 2011

Ali dell'anima

Nelle profonde tenebre dell'anima
navigo in un vicolo cieco di ricordi
la ferita che sembrava essere chiusa
incessante continua a sanguinare
come ci fosse un coltello che trivellando
ingrandisce la piaga da te forgiata.
Le tue dolci bugie le tue malinconie
hanno lasciato un vuoto incolmabile,
e quest'essere infelice nel cuore
lo vedo riflesso nei tuoi occhi,
sul fondo di quest'arida atmosfera
il rimembrarti mi fa sentire vivo,
le ali dell'anima spiccano il volo
in un cielo scuro di un tempo passato,
e di colpo si sciolgono del tutto
nella sublime follia di un'illusione.

martedì 2 agosto 2011

Motore dei pensieri


Non so perché ma la sera, quando mi sdraio sul letto si accende il motore dei pensieri, come se fosse un riflesso incondizionato. Inizio a viaggiare nella mia mente, vedo attimi di vita vissuta, i flashback passano uno dopo l'altro senza interruzione, il cuore entra in risonanza con essi, così i ricordi diventano scintille capaci di riaccendere il fuoco di vecchie ferite che tornano a bruciare dentro l'anima. È una fiamma che purtroppo non si spegne facilmente, rende l'animo arido e rende cenere ogni emozione o sentimento che si para di fronte il suo cammino, man mano che avanza cresce e diventa sempre più intensa, inizia a trasformarsi, a prendere forma e quando la metamorfosi è finita la riconosci, in quel momento non puoi più mentire a te stesso, quella persona è ancora lì, ti brucia dentro ed ogni volta torna a tormentarti più forte di prima. Tu sei lì, come un pugile messo alle corde, poi inizi a guardare la realtà e lo spirito dell'ira inizia a prendere forma in te, come un maremoto ti travolge e squote dalle viscere, donandoti furore per andare avanti e spazzare via tutto, onda dopo onda. Resta il vuoto e la paura di commettere di nuovo gli stessi errori ma questo fa parte del gioco, l'esperienza purtroppo è una difesa valida solo nell'arco di un breve periodo di tempo, la corazza ottenuta tramite essa pian piano inizierà ad indebolirsi, credere il contrario vuol dire prendersi in giro, non siamo macchine siamo umani, per cui non serve lasciarsi trasportare dalle paure, bisogna solamente,  ogni volta che la vita picchia duro, cercare e ritrovare dentro se stessi quella forza e quel coraggio che ci hanno permesso di arrivare fin dove siamo arrivati.

lunedì 1 agosto 2011

Per me scrivere è


Oggi è arrivato agosto, mi sono svegliato davvero bene questa mattina, mi sento bene fuori e dentro stranamente, forse sono riuscito a ritrovare l'equilibrio perduto un po' di tempo fa. Non so se è per questo che mi sta venendo la brillante idea di cimentarmi nello scrivere racconti, forse sarà il caldo che è scoppiato oggi, ci sto pensando e se deciderò di farlo inserirò una nuova sezione in questo blog dedicata a storie/racconti, ancora devo decidere come chiamarla, avete idee per caso? Veramente era già da un po' che mi frullava nella testa il pensiero di raccontare una certa storia, sarà molto lunga quindi se la pubblicherò lo farò dividendola in capitoli con tanto di introduzione. Mi viene da ridere, perché parlo così ma in realtà non sono per niente sicuro di fare questa cosa, inoltre non riesco neanche a decidermi per il titolo da dare a questo racconto, va bene tanto ormai dovreste saperlo che sto fuori come un balcone quindi meglio non dire altro a riguardo, chi vivrà vedrà! Comunque ci tengo a precisare che non mi sono messo in testa di fare lo scrittore, alla fine per me scrivere è il sentiero che mi conduce verso la luce nei momenti in cui sono avvolto dalle tenebre, è una specie di rifugio, è una sorta di sfogo, è qualcosa che mi fa stare bene, quindi per questi motivi lo faccio, questa passione è nata quando avevo dodici anni e fino ad ora non mi ha mai abbandonato.