lunedì 10 ottobre 2011

Freddo improvviso


Pomeriggio d'autunno, bevo un caffè ed esco fuori il terrazzo di casa per accendermi una marlboro rossa (maledetto vizio). Osservo un po' il panorama, il cielo ed il mare sono scuri, mi perdo fissando il vuoto fatto di fumo, nuvole, vento e sfumature grigie, l'aria è proprio impregnata della classica malinconia di stagione. I flashback iniziano a viaggiare nella mia mente e così proprio come le foglie che cadono dagli alberi in questo periodo, i ricordi cadono dalle pareti del cuore finendo sui pavimenti dell'anima. Ora mi ritrovo davanti un tappeto di ricordi sul quale mio malgrado devo camminare, devo calpestarli uno dopo l'altro, stando attento a non sprofondare in qualche voragine ancora aperta e che credevo fosse chiusa. In fondo è quello il problema, a volte ci dimentichiamo dei vuoti causati dalle persone che abbiamo o che ci hanno lasciato andare via, o peggio ancora facciamo finta che siano stati già colmati, ingannando noi stessi per poi scoprire l'amara verità in malo modo. Un vuoto non colmato fa male, te lo porti dentro e senti che manca una parte di te, quando poi ti sei abituato alla sua presenza pare che sia tutto a posto, ma lui è lì che ti segue come un'ombra, attende pazientemente il momento in cui arrivano quei giorni nei quali senti un freddo improvviso dentro, che ti penetra nelle profondità dell'animo e ti strazia. Allora comprendi che non è cambiato niente, i demoni che credevi aver sconfitto sono ancora lì che si prendono gioco di te, mentre ballano nei tuoi vuoti e portano in trionfo le tue paure e le tue sconfitte tu stai cadendo per l'ennesima volta nel baratro. Un film già visto: quella persona se ne è andata ma dentro di te vive ancora, risali dal fondo costruendo barriere di indifferenza e cinismo sulle quali sai bene di non fare troppo affidamento, poiché incontrerai sempre qualcuno in grado di distruggerle colmando quel vuoto, proprio come aveva fatto chi l'aveva preceduta. Il vero problema, non è la perdita di una persona a cui teniamo, è il vuoto che ci lascia nell'animo ma il vuoto non fa poi così male, prima o poi si riempie.

lunedì 12 settembre 2011

Per me scrivere è il sentiero...

"Per me scrivere è il sentiero che mi conduce verso la luce nei momenti in cui sono avvolto dalle tenebre."

lunedì 15 agosto 2011

Pelle di luna

Corriamo sui granelli del tempo
che passa inesorabile
sotto questo cielo d'estate,
colmiamo i vuoti dell'animo
attraverso il sentiero dell'intimità.
Sdraiati ora su quest'umida sabbia
fa' sì che, la passione ti travolga
cavalcala insieme a me,
e che le mie mani voraci
di carne e parti proibite
si perdano sul tuo corpo.
Bruciamo insieme stanotte
nel fuoco del desiderio,
arrenditi ai brividi che salgono
sulla tua pelle di luna
mentre ti accarezzo dolcemente.
Fammi sentire il ruggito
della tua infinita bramosia,
spogliati d'ogni pensiero
lasciati penetrare anche l'anima.

lunedì 8 agosto 2011

Ho aperto un sito su altervista


Il vizio di smanettare non lo perdo proprio mai. Sabato siccome non avevo niente da fare mi è venuta la brillante idea di provare a costruirmi un sito/blog su altervista: http://giusepperomano.altervista.org. Per il momento terrò aperti sia questo blog sia quello appena aperto su altervista, poi più avanti vedrò di scegliere dove rimanere, per ora sto inserendo tutti i post che ho qui dall'altra parte, potrei anche esportare direttamente i contenuti ma preferisco fare così per evitare disordini con i codici. Insomma ora ho due blog, uno non mi bastava e conoscendomi credo che per decidermi ci metterò davvero molto, non sono mai stato un tipo deciso, mannaggia a me mannaggia.

venerdì 5 agosto 2011

Solo con le parole...

"Solo con le parole partorite dal cuore si può toccare l'anima altrui: penetrano in profondità e non esistono difese contro esse."

giovedì 4 agosto 2011

Inguaribile otaku


Per chi non lo sapesse la parola otaku è un termine giapponese che di solito si usa per indicare una persona che nutre un interesse ossessivo verso qualcosa, in genere questo qualcosa sono anime, manga e videogiochi. Tornare bambini ogni tanto fa bene, non c'è dubbio, ricordare i momenti di spensieratezza, guardare determinate cose con altri occhi è un dettaglio che cambia completamente la visuale. Io non posso dire di certo che sono un tipo che si mantiene giovane, anzi di solito la prima impressione che do alle persone che non mi conoscono è quella di essere un trentaseienne, invece la verità è che ho ventisei anni, quindi non so se ho reso l'idea. Devo dire però che c'è una passione, nata fin dalla più tenera età che non ho mai abbandonato completamente cioè quella per gli anime e manga. Gli anime sarebbero i cartoni animati giapponesi, i manga invece sono i fumetti giapponesi e hanno una particolarità: si leggono da destra verso sinistra. Ricordo che quando ero piccolo dopo i compiti passavo le ore sui fumetti o davanti alla tv a vedere leggende dell'animazione giapponese come "Hokuto no Ken" (in Italia il titolo è "Ken il guerriero"), "Devilman", "Saint Seya" (in Italia il titolo è "I cavalieri dello zodiaco"), "Dragon Ball", "Shin seiki Evangerion" (in Italia il titolo è "Neon Genesis Evangelion"), "Kotetsu Jeeg" (in Italia il titolo è "Jeeg robot d'acciaio), "Ashita no Joe" (in Italia il titolo è "Rocky Joe"), insomma potrei continuare all'infinito ma mi fermo qui, era giusto per fare un'idea. Ancora oggi, lo dico senza vergognarmi seguo con piacere qualche nuovo manga, ad esempio una serie che mi sta piacendo moltissimo, che è uscita nel novembre 1999 ed è tutt'ora in corso in Giappone è quella di "Naruto", oppure quando proprio la malinconia si fa sentire vado su youtube a guardarmi episodi di serie che ho citato prima, insomma sono proprio un inguaribile otaku non c'è proprio niente da fare, e mi piace esserlo, quando guardo un vecchio episodio di un cartone animato del passato, trascorro attimi di assoluta tranquillità, è come se in quei momenti tornassi bambino, svuoto la mente da qualsiasi pensiero o preoccupazione. Purtroppo devo dire con dispiacere che le nuove generazioni non sanno apprezzare certi classici del passato, ad esempio a dei figli di amici di famiglia avevo consigliato di guardare in rete qualche episodio de "L'uomo tigre", di "Goldrake", di "Rocky Joe", e di altri anime che comunque io considero dei capolavori in quanto lanciano anche dei messaggi sulla vita reale, su come va il mondo, su come ci si dovrebbe comportare in certi casi, insomma insegnano e trasmettano dei valori, almeno con me così è successo. A loro però, come alle nuove generazioni in generale, interessano solo grafica ed effetti speciali, la trama o comunque quello che trasmette un cartone animato passa in secondo piano, anzi credo che non venga neanche considerato, il declino in effetti era già iniziato durante la mia adolescenza con l'arrivo dei "Pokemon" e cartoni animati simili che secondo me servono solo ad addormentare le menti invece che a farle riflettere, o forse sono io quello sbagliato, malato mentalmente che a furia di drogarsi di questa roba si è fottuto letteralmente il cervello, questo non posso dirlo con certezza comunque quello che so di sicuro è che se davvero fossì malato preferirei non essere curato, lasciatemi così per favore, in questo mondo di carta animata, dove tutto è possibile e soprattutto dove i buoni vincono sempre sui cattivi.

mercoledì 3 agosto 2011

Ali dell'anima

Nelle profonde tenebre dell'anima
navigo in un vicolo cieco di ricordi
la ferita che sembrava essere chiusa
incessante continua a sanguinare
come ci fosse un coltello che trivellando
ingrandisce la piaga da te forgiata.
Le tue dolci bugie le tue malinconie
hanno lasciato un vuoto incolmabile,
e quest'essere infelice nel cuore
lo vedo riflesso nei tuoi occhi,
sul fondo di quest'arida atmosfera
il rimembrarti mi fa sentire vivo,
le ali dell'anima spiccano il volo
in un cielo scuro di un tempo passato,
e di colpo si sciolgono del tutto
nella sublime follia di un'illusione.